Luca è socio del Circolo Pinerolese Astrofili Polaris e del Gruppo Hubble di Fiano

domenica 3 novembre 2013

Paraluce per C9,25

Tempo brutto e riposo forzato, quale periodo migliore per autocostruire alcuni oggetti che mi potranno tornare comodi per l'astrofotografia planetaria e non?
Il primo l'ho realizzato oggi e si tratta di un paraluce per il C9,25, utile per schermare il telescopio da eventuali riflessi parassiti e per riparare la lastra correttrice dall'appannamento dovuto all'umidità di certe nottate.

Il materiale per realizzarlo:
Materassino fitness
  • un materassino fitness (60x150 cm) in polietilene nero alto 6,5 mm. (facilmente reperibile in qualsiasi grande magazzino multisport)
  • 1,5 mt circa di velcro nero col biadesivo e una trentina di cm di quello da cucire (senza biadesivo)
  • una riga da 60 cm in metallo ed un cutter (per i tagli e le misurazioni).
  • ago e filo sintetico per cucire
  • un po' di colla (io ho usato quella alla loctite)


Per le misure di riferimento ho seguito un criterio trovato in internet secondo il quale un buon paraluce deve essere lungo almeno una volta e mezzo il diametro del telescopio, per cui ho disegno il mio affinché alla fine sporgesse di 34-35 cm oltre la lastra correttrice aggiungendoci una decina di centimetri per tenerlo ben calzato sul tubo raggiungendo un totale, in lunghezza, di 45 cm.
Dopo aver misurato il diametro del tubo, che risulta essere di circa 85 cm, ho tagliato il materassino in modo da ottenere un rettangolo di 45x85 cm di lato; a questo punto devo sagomarlo per la presenza sul telescopio di due barre Losmandy (una sopra ed una sotto) larghe 10 cm; ritaglio qundi il paraluce su uno dei due lati lunghi in modo da scartare un rettangolo di 10x10 cm a cavallo della metà esatta di quel lato, e rifilo gli angoli sullo stesso lato di 10x5 cm (vedi disegno sotto)
Ottenuta questa sagoma ritaglio, dal materassino rimasto, un rettangolo lungo 35 cm e largo circa 10-12 cm che servirà come chiusura del paraluce.
Ora prendo questa strisci di chiusura e gli incollo sui lati lunghi il velcro nero; io per complicarmi la vita e per evitare futuri scollamenti ho anche deciso di cucirlo a mano (vedi fig. A): vi dico subito che è un LAVORACCIO...ma io l'ho fatto, e sono ancora vivo! Per evitare poi che i fili della cucitura si allentino nel tempo o si sfilino per usura, ho applicato dei "punti" di loctite nei fori di cucitura.

Fig. A

Sul paraluce invece ho deciso di incollare/cucire solo 3 coppie di strisce di velcro da circa 5 cm sui due lati lunghi 35 cm come da illustrazione B:

Fig. B


Ora il paraluce è completo e chiudendolo lo si può calzare perfettamente sul C9,25.
Per poterlo legare più saldamente al tubo, ho applicato due strisce di velcro da cucire (quelle senza biadesivo) ai lati delle finestrelle create per infilarci le barre. 
Nella foto qui sotto potete vedere il risultato finale, il tutto ottenuto spendendo qualche ora di tempo ed una una quindicina di euro soltanto.
Paraluce per C9,25 autocostruito


mercoledì 9 ottobre 2013

Venus, 2013/09/07


Stesso giorno, seeing pessimo dovuto alla scarsa altezza sull'orizzonte di Venere poco prima del tramonto sul mare toscano.
Col fidato C9,25, per diminuirne la luminosità, ho usato un filtro W47 abbinato alla Basler acA-640 mono; dettagli dell'atmosfera non se ne vedono ma la fase è evidente.

martedì 1 ottobre 2013

Jupiter, 07/09/2013




Telescope: SCT C9,25
Camera: Basler acA640-100gm
Barlow: Baader Abbe-Zeiss @ 2,6x

Filtri: RGB ccd Baader
FocalLength: 6410mm
Diameter: 35.25"
CMI=212.1° CMII=216.7° CMIII=350.2°
Resolution=0.18"
Seeing: 6/10

Trans: 9/10

In terra toscana, dopo una notte di osservazioni, risate ed incontri strani ecco spuntare da dietro al monte il gigante gassoso in tutta la sua magnitudine. La web e i filtri, montati per tempo, cominciano a scaricare dati di cui questo è il miglior risultato. L'ora è tarda e sono stanco ma soddisfatto.





Con i frames ottenuti da tre riprese effettuate nello spettro del visibile, ho montato un brevissimo video della rotazione che il pianeta compie nell'arco di 38 minuti!

domenica 18 agosto 2013

Il Cigno e la Lira sopra Fiano, 10/08/2013


Primio tentativo con il minitrack montato sul cavalletto,
primo tentativo con la DSLR (Canon 20D mod con filtro baader e obiettivo EF 17-85mm a 17mm),
primo tentativo con Nebulosity 3 (infatti non ho ben capito come settarlo incontrando poi non pochi problemi per tirare fuori il colore e perdendo i metadati delle foto),
insomma primo tentativo in assoluto con questa tecnica di acquisizione ed elaborazione.

Somma di due pose da 3 minuti della zona del Cigno e della Lira sopra casa mia e due dark.

L'inquinamento luminoso di Torino (ad una ventina di km in quella direzione) ingoia la Via Lattea appena percettibile...aspettando cieli più bui.
Software usato: Nebulosity 3, DeepSky Stacker, PS CS


mercoledì 29 maggio 2013

Startrails e...del 26/05/2013

Canon modificata alla perfezione da Stefano Seveso di Artesky, io curioso di provarla, scelgo la notte meno adatta tra le poche, terse e trasparenti, che questo maggio ci ha concesso. Poco tempo a disposizione, Luna illuminata al 95% (anche se ancora bassa ad est) e freddo invernale mi fanno optare per un veloce e casalingo startrails (la scia che le stelle disegnano sulla volta celeste per via della rotazione terrestre).
Canon sul cavalletto in giardino, obiettivo con focale corta innestato, il tutto collegato al notebook e controllato con Nebulosity2: immancabili le imprecazioni per settare il software correttamente visto che la versione 3 si rifiuta persino di riconoscermi la DSLR (ci riproverò con più calma).
Imposto 100 scatti da 45 secondi l'uno e mi rintano al calduccio, ci si rivede tra un'oretta e mezza. Il tempo passa e son curioso, torno in giardino ma ho subito due sorprese: la Canon è spenta (batteria scarica), impreco ma poi leggo che comunque ci sono 98 scatti; che botta di fortuna! No, la lente si è appannata per il freddo...rapida occhiata ai frames e scopro che di utili ne ho una cinquantina: me li farò bastare, ma reimpreco! Poi Startrails e PS fanno il resto.
Sulla sinistra sono anche ben visibili le scie di due Iridium Flares, verificati sulla carta sottostante
(da Voyager 5.1).

Ingrandimento degli Iridium Flares



Mappa stellare estratta da Voyager 5.1