Luca è socio del Circolo Pinerolese Astrofili Polaris e del Gruppo Hubble di Fiano
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giovedì 2 settembre 2010

Una notte limpida, un seeing pessimo, una doppia bellissima.


Nottata fredda e umida quella del 31 agosto, il tubone non riesce ad acclimatarsi tanto lo sbalzo termico abbassa la temperatura.
 Mi sarebbe piaciuto esercitarmi un po' in HiRes sul gigante Giove, ormai prossimo all'opposizione, e più tardi sulla Luna che lo segue di un'oretta lungo l'eclittica,  ma i dischi di Airy erano impietosamente espliciti sul monitor del PC: la collimazione è impossibile, inutile fare alta risoluzione!
Decido così di fare un breve giretto per non andare a letto a mani vuote, e dopo un'occhiata ad M13 in Ercole e ad M57 nella Lira, mi sparo un filmatino su Albireo (β Cygni)...tanto per non dover riporre tutte le pive nel sacco. Purtroppo l'immagine è in B/N, per cui gran parte del suo fascino bicolore viene sacrificato; infatti Albireo è, in realtà, una stella doppia tra le più belle nel cielo boreale proprio per il contrasto cromatico delle sue due componenti e la facilità di separazione.
La stella Albireo A è la più brillante delle due (circa 3,1 di mag. apparente) ed è una gigante gialla di classe K3 con un raggio 50 volte quello solare, una massa 5 volte quella del Sole ma con temperatura inferiore (circa 4400° Kelvin). La sua luminosità è 950 volte quella della nostra stella.
La sua compagna, Albireo B, è invece una stella nana di classe B8 con un alta velocità orbitale (completa un giro su se stessa in 0,6 giorni terrestri). Di colore blu, ha una temperatura elevata di circa 12000° K (quasi il doppio del nostro Sole), una massa 3,3 volte quella solare e una luminosità pari a 190 volte quella del nostro Sole.
Albireo A è a sua volta una binaria spettroscopica, cioè ha una compagna chiamata Albireo C, di classe B9 e quindi molto molto simile ad Albireo B, talmente vicina (circa 40 UA) da non poter essere risolta con un telescopio.
Manco a dirlo β Cygni è la mia doppia preferita; in visuale il contrasto cromatico della gialla Albireo A con il blu della compagna B è uno spettacolo imperdibile.
Metto le pive nel sacco, ripongo quest'immagine bellissima nel cuore e smonto tutto...in attesa di notti migliori!

lunedì 24 agosto 2009

Villa Tatti.

Massa Marittima - fr. Tatti (GR)
17-25/08/2009

Ma che posto da sogno è Villa Tatti? Per farla breve è un paradiso per gli astrofili che vogliono passare qualche giorno in totale relax dedicando le giornate a se stessi e alla propria passione: cielo buio, villa ottocentesca con piscina, ottimo cibo il tutto abbondantemente accompagnato dall'ospitalità e dalla simpatia dei due padroni di casa: Luisa e Amerigo!

Partiamo dal cielo: di notte la misura media allo zenith, rilevata col fido SQM-L, si aggirava intorno a 21,11 di magnitudine visuale per arcosecondo quadrato; un bel valore se consideriamo che sopra alla nostra testa passava la Via Lattea nel Cigno e che la trasparenza era buona ma non ottimale; direi un risultato di tutto rispetto, e le visite frequenti da parte di visualisti e astroimagers, nel periodo di Luna nuova, ne sono la prova tangibile nonchè conseguenza inevitabile. Le piazzole, per posizionare la strumentazione, sono dotate di colonnine che portano corrente elettrica e sono dislocate in una posizione dove tranquillamente si può lasciare tutto montato, senza timore alcuno (c'è anche chi, partendo per il lavoro il lunedì, l'ha lasciata montata fino al suo ritorno il venerdì successivo!)

La Villa: di fine ottocento è sita in fraz. Tatti a Massa Marittima (GR), sul cucuzzolo di una collina a 400 di altezza dal mare che appare all'orizzonte nelle giornate più limpide (non è stato il nostro caso data l'afa opprimente che giaceva sull'Italia intera in quella settimana).
Infatti la villa domina uno splendido panorama affacciato su Follonica, lasciando intravvedere il suo mare con il profilo dell'Isola d'Elba se non addirittura, nelle giornate più terse, la Corsica.


L'agriturismo, caratteristico ed accogliente, è pulitissimo, ordinato ed offre una piscina a dir poco utile (nelle giornate più calde) e divertente...soprattutto per Amerigo che non perde occasione per farla provare, volenti o nolenti, ai suoi ospiti :D




La vigilanza, efficientissima (se mai ce ne fosse bisogno), è affidata ad India, un meticcio femmina di 6 anni...pacifica e coccolona che dall'alto dei suoi 65kg di stazza non perde occasione per avvertire se è in arrivo qualcuno...salvo poi mettersi a zampe in aria per farsi grattare la pancia dall'ospite di turno...comunque non provate a toglierle l'osso dalla bocca o ad innervosirla: il suo sport preferito è la caccia al cinghiale e lo pratica in solitaria con discreto successo...a buon intenditor poche parole!

La cucina, manco a dirlo, è ottima ed abbondante a partire dalla colazione a buffet con croissant caldi ed ogni ben di Dio desiderabile. Il pranzo è alla "carta" (lo si decide con Luisa al mattino) ma solo i più temerari di noi, tra i quali il sottoscritto, sono riusciti ad affrontarlo dopo la colazione, osando fresche insalatone miste condite con l'olio della casa.
E la cena? La cena è un delirio...un'entrè dal sapore toscano (bruschetta o affettati del posto) seguita da un primo (servito in piatti giganti) che si aggira sui due etti e mezzo a porzione, poi un secondo con contorno che non si riesce a rifiutare per quanto sia gustoso e saporito; il tutto bagnato da ottimo vino...poi dolce e caffè! Un'impresa che in pochi sono riusciti a portare a termine a volte anche bissando le portate squisitamente preparate dalle mani sapienti di Luisa. In sala Amerigo tiene banco con spirito ed umorismo tanto che dopo un paio di pasti sembra più un convivio di amici in festa che non una sala ristorante qualunque dove ognuno pasteggia per conto proprio. E qusto è il punto forte dello Spirito di Villa Tatti, dopo poche ore conosci tutti gli ospiti e ti senti a casa di amici dove la battuta scappa sempre, dove gli aneddoti personali si mischiano alle barzellette e dove lo scherzo (mai pesante) alleggerisce discussioni più tecniche (parlo per gli astrofili).
Insomma questa vacanza me la sono proprio goduta sia sotto il profilo astronomico, sia dal punto di vista G...astronomico :D ma soprattutto per la disponibilità, l'allegria, e il lato umano delle persone con le quali son partito e di quelle che a Villa Tatti ho incontrato e conosciuto (Stefano, Alberto, Patrizia, Stefania, Andrea, Giorgio, Mauro, Davide e mi perdoni chi non è stato menzionato ma l'età avanza :D :D :D)
Per questo ringrazio ancora un volta tutti i miei compagni di viaggio ed in particolar modo
Roberto (che mi ha dato l'opportunità di conoscere questo posto meraviglioso e di condividere un viaggio con delle persone splendide), Amerigo, Luisa e India (per l'ospitalità e la simpatia con cui condiscono quello che per loro è un lavoro riuscendo a metterti a tuo agio in ogni momento e situazione) e tutti coloro che ho incontrato in Villa e che non mi hanno fatto mai mancare sia il consiglio tecnico che l'allegria o un sorriso.

mercoledì 4 marzo 2009

Forno di Coazze, 24/02/2009


Finalmente!!!
Dopo mesi di astinenza, giro veloce di telefonate nel pomeriggio di venerdì e serata astrofila organizzata; partenza da Fiano con la sempre presente Manuela, direzione Pianezza dove alle 20:00 ho appuntamento col Socio Fabrizio: comincia la carovana!!!
Arriviamo a Giaveno per unirci ai rinforzi, infatti in piazza ad aspettarci c'è la mitica famiglia Rizzi: Tiziana e Renzo...nell'attesa si aggregano altri due ragazzi amici di Fabri.
Partiamo e saliamo alla volta della curva del desiderio, c'è ancora molta neve sul ciglio della strada ma la temperatura è "mite" (intorno ai 6°-7°C), il cielo non è scurissimo e le luci dei fari di una maledetta discoteca girano per la volta celeste ad inquinare ulteriormente, come se ce ne fosse bisogno (ma che cappero se ne fanno le discoteche di sti maledetti fanali girovaghi puntati verso il cielo?)!
Misuriamo con l'SQM: 20,85 non male e mi assicurano che non è la serata ideale, perchè in genere è più scuro ancora, mi fido e ritorneremo per altre verifiche :D.
Arrivano anche i due BIG della serata: Peter, l'esuberante Templare alla ricerca del Sacro Oculare con il suo inseparabile Tabernacolo di Pentax, e Marcello Cucchi con la sua immensa esperienza e preparazione.
Si parte, monto, staziono e, come sempre, smoccolo con l'allineamento. Ci fosse una volta che riesco a farlo senza problemi...mi toccherà informarmi o perlomeno dovrò decidermi di leggere sto benedetto manuale della Losmandy!
Ci siamo, e comincio a scarrellare (come usa dire Fabri)!
Prima tappa ovviamente la cometa C/200 N3, la Lulin: monto il 40mm WO, punto Regolo e butto la prima occhiata della serata; la chioma è sfumata con un nucleo evidente e brillante, si vede anche il chiarore della coda, bellissima!
Proseguo col Must invernale: M42, la nebulosa di Orione, col suo trapezio ben risolto, è imponente ed è sempre un gran vedere con le sue ali spiegate e le numerose sfumature che la compongono...anche qui il 40mm è l'oculare che mi dà più soddisfazione, i campi ampi hanno il loro perchè!
Proseguo nel viaggio e mi viene una strana idea...NGC 2024, la Nebulosa Fiamma, non l'ho mai puntata perchè non provarci?
Vado su Alnitak, è un faro che illumina tutto il campo dell'oculare ma girovagando con lo sguardo per il solito 40mm vedo delle ombre più scure. Resto incollato alla lente, sposto Zeta Orionis fuori dal campo e piano piano riesco a intravvedere una zona più scura, è la venature scura interna alla Fiamma, la nebulosità è appena appena intuibile come un chiarore quasi impercettibile che evidenzia però la parte oscura al centro della nebulosa.
I filtri interferenziali non aggiungono nulla anzi, siamo al limite della percezione ma la soddisfazione è tanta.
La serata procede allegramente tra thè, biscotti, frizzi, lazzi e tante risate in allegria (con tanto di gambe che si infilano!!! :D :D :D....questa la capiranno solo i presenti).
E' il momento di M1 nel Toro, la "Crab Nebula" (Nebulosa Granchio), resto gassoso dell'esplosione di una Supernova avvenuta nel 1054. La vedo benissimo, si stacca da un fondo cielo, non proprio scurissimo, nella sua caratteristica forma ma senza troppi dettagli!
Provo a cambiare un po' di oculari passando al Nagler da 26mm, il cielo è un po' più scuro ma di dettagli non se ne vedono, col 17mm l'immagine perde addirittura la sua forma e si impasta tutto. Arriva Peter e, ovviamente, si scatena il putiferio :D...vuole provare a vedere la Nebulosa Cono, ci proviamo anche se sono scettico, ed infatti riusciamo a vedere NGC 2264, l'ammasso aperto "Albero di Natale" dell'Unicorno, dove c'è l'oggetto del desiderio di Peter, ma la Cono proprio non si vede.
Dopo aver dubitato addirittura di aver sbagliato la zona di cielo puntata (nonostante l'ammasso brillante ed evidente :D), Peter deve rassegnarsi e farsene una ragione, la Cono non la vedremo, ma nel frattempo sono passati 30 minuti almeno :D!
Amen, tutto fa brodo e tentare oggetti al limite del visibile è il sale ed il pepe delle osservazioni...proseguo, anzi torno nel Leone e punto dritto al tripletto di galassie composto da M 65, M 66 e NGC 3628: altro spettacolo della natura; la galassia di taglio è una lama posta sul bordo dell'oculare (il 40mm ovviamente) con il nucleo dei due Messier brillanti e ben evidenti nel fondo del cielo. Purtroppo non ho notato la linea scura che attraversa il taglio di NGC 3628.
Passo per la Polare, e non vuoi sdoppiarla? La risolvo facilmente col 17mm e faccio un salto nei Cani da Caccia e precisamente su NGC 4631: nel Nagler da 17mm la galassia di taglio divide in due il campo come una fuso, viro vero l'Orsa Maggiore e più precisamente sulla planetaria del Gufo, M97, che appare luminosa e che con l'OIII lascia intravvedere le due sfumature tondeggianti più scure che le sono valse il nomignolo.
L'ora si fa tarda e la strada per il ritorno è lunga per cui decido di fare un ultimo tuffo nel Leone per una rapida occhiata ad Algieba che sdoppio facilmente nelle due componenti rosso-arancione e gialla....ma il finale deve fare il botto e allora che si fà?
E allora si torna diritti verso la Vergine e il suo ammasso di galassie composto da M86, M85 ed altre galassie del NGC...uno spettacolo che da solo varrebbe il prezzo della serata: le 7 galassiette della Catena di Markarian nel campo del mio 40mm...smontiamo felici e rientriamo alla base.
Gran bella serata!!!

(L'immagine nella foto è stata creata col software astronomico di simulazione, Voyager 4.5)