Luca è socio del Circolo Pinerolese Astrofili Polaris e del Gruppo Hubble di Fiano

sabato 28 maggio 2011

Il Sole, 28 maggio 2011.

Monocromatica
Colori

               


















Finalmente riesco a mettere le mani su un Lunt 60mm BF1200 di focale 500mm generosamente prestatomi dal Circolo Astrofili Pinerolese Polaris di cui faccio parte; questo "strumentino" si presenta bene nella sua valigetta metallica, massiccio nella meccanica e non mi resta che montarlo sul mio C9,25 con l'attacco fotografico.
Il Sole è alto, fa caldo ed il seeing non è il massimo...tira anche una leggerissima brezza ma il tempo per le sessioni osservative e/o fotografiche è scarso e la voglia molta, così non demordo.
Provo subito a dare una sbirciata e, dopo aver aggiunto una piccola prolunga  i dettagli (seppur non molto evidenti come nei giorni passati) vengono egregiamente risolti, il che accresce la mia fame di immagini.
Parto associandogli la Basler 640 mono, con barlow 2x (anche se in realtà è tirata un poco di più),  punto dritto ad un paio di brillamenti ed una bella protuberanzea scaricando una raffica di filmati con diversi settaggi (la Basler è un gioiellino ma la mancanza di un software d'acquisizione dedicato la rende "nervosa" più di un cavallo ombroso). Ma i dettagli degni di ripresa oggi non sono molti così decido di provare a risolvere un'immagine che rendesse il disco solare intero; per far ciò uso il sensore più grande della PointGrey a fuoco diretto e riprendo la nostra stella dividendola in due emisferi che andrò poi ad unire successivamente con un mosaico (quello in alto).
L'immagine al monitor è straordinariamente nitida, per cui non ho difficoltà a raggiungere un fuoco perfetto ed ..AAAAZIONE... l'elaborazione successiva confermerà la bontà delle riprese e della strumentazione utilizzata; soddisfatto smonto, rientro e mi metto a giocare con i frames ed i software di elaborazione dei singoli fotogrammi, dopo un pomeriggio davvero interessante e divertente...molto divertente!
 
Colorata con PS
Monocromatica






Macchia solare colorata con PS
Monocromatica
Foto AAPOD del 15 giugno 2011
L' AAPOD in versione colorata







domenica 13 febbraio 2011

Vallis Alpes e Montes Alpes

Come promesso ecco l'elaborazione della ripresa della Vallis Alpes, una valle lunare di circa 160 Km di lunghezza ed un massimo di una ventina di Km di larghezza nella sua parte centrale.

La foto mostra anche la frattura centrale che percorre la il fondovalle, i Montes Alpes che proseguono verso sud e il cratere Cassini (tagliato in basso) ed il cratere Egede (a destra) che, coperto dalla lava, emerge dal letto meridionale del Mare Frigoris per soli 400 mt.

Per il report della serata osservativa vi rimando al post precedente:clicca qui per il report del 10/02/2011




L'immagine qui a destra invece, è un mosaico di due foto che mostra anche la regione a sud dei Montes con il cratere Cassini in tutta la sua interezza e, sul bordo in basso a sinistra, il cratere Aristillus.
L'elaborazione non è perfetta...ma è il mio primo mosaico ;)

sabato 12 febbraio 2011

Albategnius

Ieri sera finalmente sono riuscito a conciliare i miei impegni (e la mia pigrizia!) ad una notte serena, seppur velatamente lattiginosa ed inquinata dallo smog, accumulatosi in questi giorni di alta pressione, e la luce che riflette.
Giusto nel pomeriggio il corriere mi ha consegnato l'ultimo gioiellino, regalo di Manu, per il mio non troppo prossimo compleanno: una barlow  Baader Zeiss Abbe, costosa ma considerata (col senno di poi aggiungo: giustamente!) il top che un astroimager, dedito all'alta risoluzione, possa desiderare per le proprie riprese.
Comincio a montare la strumentazione già nel pomeriggio: voglio che tutto sia pronto già nel dopo cena e soprattutto che il boiler da 9,25" sia acclimatato a sufficienza.
Cala il buio ed ovviamente, come spesso capita a me :D, cominciano le difficoltà: cerco la Polare per lo stazionamento e la vedo a malapena a causa di una lieve foschia a nord con un campo da calcio illuminato a giorno per gli allenamenti. Punto dritto sulla Luna e mi accorgo che qualcosa non funziona: esce dal campo dell'oculare in men che non si dica, ben presto mi accorgo di aver clamorosamente mancato la Polare, ma ora quel fazzoletto di cielo è un pò più trasparente e riesco a rimediare in fretta.
Ritorno sulla Luna e il terminatore mi offre subito un cratere molto interessante, Albategnius: un circo di 136 Km di diametro circa, con pareti terrazzate alte poco più di 4 Km. La sua formazione risale al periodo Nectariano (da 3.92 miliardi di anni a 3.85 miliardi di anni fa) ed al suo interno si possono notare un picco centrale alto 1,5 Km, numerosi craterini da impatto e alcuni leggeri avvallamenti che lo attraversano, il tutto ben visibile solo con la luce radente del Sole del terminatore. A nord, sul piano, si possono osservare i crateri minori Albategnius C (il più piccolo - 6 Km di diametro) e B (20 Km di diametro) mentre Albategnius M (9 Km) giace sul bordo.
Il cratere Klein (46 Km di diametro e 1,5 Km di profondità) invece interrompe il terazzamento a sud-ovest ed offre anch'esso un picco centrale più alcuni crateri minori.
I filmati mi sembrano buoni (per il seeing modesto che mi ritrovo) e allora vago ancora un pò in cerca di nuovi soggetti; trovo la Vallis Alpes, che due riprese se le merita sempre, e mi metto alla ricera della sua frattura centrale...il seeing è però ancora impietoso ed i video salvati li devo ancora elaborare per vedere se riesco a ricavare qualcosa di decente da presentarvi.
La serata si fa umida ed io sono sveglio dalle 05:00 di mattino, mi sarebbe piaciuto attendere il Signore con gli anelli, Saturno, ma è troppo mattiniero (e sorgerà sempre prima nei prossimi giorni offrendosi ad orari più a misura d'uomo) e la stanchezza ha il sopravvento...smonto e vado a nanna...ma sono molto molto soddisfatto!

venerdì 21 gennaio 2011

Guarda che Luna...con un 80mm!!!

La sera del 17 gennaio, uscito in giardino per la consueta passeggiata con Morgan, alzo gli occhi al cielo e rimango rapito da questo nostro satellite, la Luna, troppo spesso ingorato, quasi dato per scontato nella sua millenaria rotazione attorno al nostro pianeta. Invece la Luna è un soggetto bellissimo da riprendere, ma ancor più da osservare nei suoi giochi di luci ed ombre, di valli e montagne, crateri craterini e picchi, chiari-scuri e domi...se ti affascina da circa 380mila km di distanza, quando la sorvoli nella lente di un oculare ad alti ingrandimenti non puoi che rimanerne rapito. Ma a questa mia meraviglia si univa la curiosità  per il gioiellino natalizio, il rifrattore Apo di Tecnosky da 80mm...però la sveglia era tiranna, ore 05:00, che fare? Prendo al volo il cavalletto fotografico, la DMK col notebook e il piccolino...in un attimo sono sulla Luna che sfugge (il cavalletto non è ovviamente motorizzato), ma è splendida! Decido di provare a fare un paio di riprese, non so se saranno buone; le vibrazioni sono tante ed è difficile impostare parametri, mettere a fuoco e inseguire a mano contemporaneamente. Ci siamo! Clicco sul punto rosso con la scritta REC e salvo un paio di sequenze da un migliaio di frames, giusto per saziare la mia astinenza da HiRes e per la sola curiosità di vedere che accade con mezzi non propriamente adatti  all'alta risoluzione...ma il campo è largo e ammette piccoli peccati come un leggero mosso. Rientro, e sono contento come se fossero il filmati migliori del mondo (non lo sono!) ma la foto che tiro fuori dopo l'elaborazione con AviStack non è per nulla da buttare.
A volte tentare, paga...e il rifrattorino promette grande soddisfazioni! Tutti a nanna...



giovedì 2 settembre 2010

Una notte limpida, un seeing pessimo, una doppia bellissima.


Nottata fredda e umida quella del 31 agosto, il tubone non riesce ad acclimatarsi tanto lo sbalzo termico abbassa la temperatura.
 Mi sarebbe piaciuto esercitarmi un po' in HiRes sul gigante Giove, ormai prossimo all'opposizione, e più tardi sulla Luna che lo segue di un'oretta lungo l'eclittica,  ma i dischi di Airy erano impietosamente espliciti sul monitor del PC: la collimazione è impossibile, inutile fare alta risoluzione!
Decido così di fare un breve giretto per non andare a letto a mani vuote, e dopo un'occhiata ad M13 in Ercole e ad M57 nella Lira, mi sparo un filmatino su Albireo (β Cygni)...tanto per non dover riporre tutte le pive nel sacco. Purtroppo l'immagine è in B/N, per cui gran parte del suo fascino bicolore viene sacrificato; infatti Albireo è, in realtà, una stella doppia tra le più belle nel cielo boreale proprio per il contrasto cromatico delle sue due componenti e la facilità di separazione.
La stella Albireo A è la più brillante delle due (circa 3,1 di mag. apparente) ed è una gigante gialla di classe K3 con un raggio 50 volte quello solare, una massa 5 volte quella del Sole ma con temperatura inferiore (circa 4400° Kelvin). La sua luminosità è 950 volte quella della nostra stella.
La sua compagna, Albireo B, è invece una stella nana di classe B8 con un alta velocità orbitale (completa un giro su se stessa in 0,6 giorni terrestri). Di colore blu, ha una temperatura elevata di circa 12000° K (quasi il doppio del nostro Sole), una massa 3,3 volte quella solare e una luminosità pari a 190 volte quella del nostro Sole.
Albireo A è a sua volta una binaria spettroscopica, cioè ha una compagna chiamata Albireo C, di classe B9 e quindi molto molto simile ad Albireo B, talmente vicina (circa 40 UA) da non poter essere risolta con un telescopio.
Manco a dirlo β Cygni è la mia doppia preferita; in visuale il contrasto cromatico della gialla Albireo A con il blu della compagna B è uno spettacolo imperdibile.
Metto le pive nel sacco, ripongo quest'immagine bellissima nel cuore e smonto tutto...in attesa di notti migliori!