Luca è socio del Circolo Pinerolese Astrofili Polaris e del Gruppo Hubble di Fiano

martedì 17 dicembre 2013

Jupiter, 07/12/2013



Ultima prova del rifrattore da 125 mm dell'Oss. di Alpette che si mostra "arzillo".
Sempre la Chameleon con barlow Abbe-Zeiss a 2x per un totale di 2000 mm di focale, filtro Ir-Cut seeing mediocre e ripresina di 1000 frames (breve per la verità, infatti pago con un po' troppo rumore in fase di elaborazione) dei quali ho sommato i migliori 300 frames con AutoStakkert.
Nella foto si vedono anche i satelliti medicei Europa (a sinistra) e Io (a destra).


lunedì 9 dicembre 2013

Rotolando verso Sud...sulla Luna

Alpette                                                                                                 07/12/2013 

Altra prova veloce del rifrattore alla Fluorite dell'Osservatorio di Alpette da 125mm di apertura. sulla zona a sud della Luna. Solita webcam, PGR Chameleon ma questa volta la focale l'ho portata a 2000 mm con la barlow Abbe-Zeis della Baader e filtro IR-cut. Soliti 1000 frames, e stack di 400, seeing non eccelso ma ottima trasparenza.
Nell'immagine si riconoscono i crateri Vlacq, Rosenberger, Nearch, Hagecius e Biela.

domenica 8 dicembre 2013

Mosaico lunare

Alpette (Turin, Italy)                                                                 07/12/2013

Mosaico lunare composto da sei immagini ottenute da uno stack di 200 frames su 1000 per ogni ripresa.
Il telescopio utilizzato è il rifrattore della Polarex-Unitron (IEI83) alla fluorite dell'Osservatorio del Polo astronomico di Alpette: 125 mm di diametro e una lunghezza focale di 1000 mm al fuoco diretto della Point Gray Chameleon.
Immagine croppata al 50%, ottima trasparenza, seeing mediocre.

sabato 7 dicembre 2013

Congiunzione Venere-Luna 05/12/2013


Alle 18:33 LT di giovedì 05 dicembre, il panorama che offriva la finestra di casa mia era questo.
Imbracciata la Canon con il 17/85mm innestato, esco in giardino a caccia di questa affascinante congiunzione.
Dati tecnici: zoom a 59mm (f/5,6) con esp. di 1/15 sec. a 1600 ISO.

domenica 3 novembre 2013

Paraluce per C9,25

Tempo brutto e riposo forzato, quale periodo migliore per autocostruire alcuni oggetti che mi potranno tornare comodi per l'astrofotografia planetaria e non?
Il primo l'ho realizzato oggi e si tratta di un paraluce per il C9,25, utile per schermare il telescopio da eventuali riflessi parassiti e per riparare la lastra correttrice dall'appannamento dovuto all'umidità di certe nottate.

Il materiale per realizzarlo:
Materassino fitness
  • un materassino fitness (60x150 cm) in polietilene nero alto 6,5 mm. (facilmente reperibile in qualsiasi grande magazzino multisport)
  • 1,5 mt circa di velcro nero col biadesivo e una trentina di cm di quello da cucire (senza biadesivo)
  • una riga da 60 cm in metallo ed un cutter (per i tagli e le misurazioni).
  • ago e filo sintetico per cucire
  • un po' di colla (io ho usato quella alla loctite)


Per le misure di riferimento ho seguito un criterio trovato in internet secondo il quale un buon paraluce deve essere lungo almeno una volta e mezzo il diametro del telescopio, per cui ho disegno il mio affinché alla fine sporgesse di 34-35 cm oltre la lastra correttrice aggiungendoci una decina di centimetri per tenerlo ben calzato sul tubo raggiungendo un totale, in lunghezza, di 45 cm.
Dopo aver misurato il diametro del tubo, che risulta essere di circa 85 cm, ho tagliato il materassino in modo da ottenere un rettangolo di 45x85 cm di lato; a questo punto devo sagomarlo per la presenza sul telescopio di due barre Losmandy (una sopra ed una sotto) larghe 10 cm; ritaglio qundi il paraluce su uno dei due lati lunghi in modo da scartare un rettangolo di 10x10 cm a cavallo della metà esatta di quel lato, e rifilo gli angoli sullo stesso lato di 10x5 cm (vedi disegno sotto)
Ottenuta questa sagoma ritaglio, dal materassino rimasto, un rettangolo lungo 35 cm e largo circa 10-12 cm che servirà come chiusura del paraluce.
Ora prendo questa strisci di chiusura e gli incollo sui lati lunghi il velcro nero; io per complicarmi la vita e per evitare futuri scollamenti ho anche deciso di cucirlo a mano (vedi fig. A): vi dico subito che è un LAVORACCIO...ma io l'ho fatto, e sono ancora vivo! Per evitare poi che i fili della cucitura si allentino nel tempo o si sfilino per usura, ho applicato dei "punti" di loctite nei fori di cucitura.

Fig. A

Sul paraluce invece ho deciso di incollare/cucire solo 3 coppie di strisce di velcro da circa 5 cm sui due lati lunghi 35 cm come da illustrazione B:

Fig. B


Ora il paraluce è completo e chiudendolo lo si può calzare perfettamente sul C9,25.
Per poterlo legare più saldamente al tubo, ho applicato due strisce di velcro da cucire (quelle senza biadesivo) ai lati delle finestrelle create per infilarci le barre. 
Nella foto qui sotto potete vedere il risultato finale, il tutto ottenuto spendendo qualche ora di tempo ed una una quindicina di euro soltanto.
Paraluce per C9,25 autocostruito


mercoledì 9 ottobre 2013

Venus, 2013/09/07


Stesso giorno, seeing pessimo dovuto alla scarsa altezza sull'orizzonte di Venere poco prima del tramonto sul mare toscano.
Col fidato C9,25, per diminuirne la luminosità, ho usato un filtro W47 abbinato alla Basler acA-640 mono; dettagli dell'atmosfera non se ne vedono ma la fase è evidente.

martedì 1 ottobre 2013

Jupiter, 07/09/2013




Telescope: SCT C9,25
Camera: Basler acA640-100gm
Barlow: Baader Abbe-Zeiss @ 2,6x

Filtri: RGB ccd Baader
FocalLength: 6410mm
Diameter: 35.25"
CMI=212.1° CMII=216.7° CMIII=350.2°
Resolution=0.18"
Seeing: 6/10

Trans: 9/10

In terra toscana, dopo una notte di osservazioni, risate ed incontri strani ecco spuntare da dietro al monte il gigante gassoso in tutta la sua magnitudine. La web e i filtri, montati per tempo, cominciano a scaricare dati di cui questo è il miglior risultato. L'ora è tarda e sono stanco ma soddisfatto.





Con i frames ottenuti da tre riprese effettuate nello spettro del visibile, ho montato un brevissimo video della rotazione che il pianeta compie nell'arco di 38 minuti!

domenica 18 agosto 2013

Il Cigno e la Lira sopra Fiano, 10/08/2013


Primio tentativo con il minitrack montato sul cavalletto,
primo tentativo con la DSLR (Canon 20D mod con filtro baader e obiettivo EF 17-85mm a 17mm),
primo tentativo con Nebulosity 3 (infatti non ho ben capito come settarlo incontrando poi non pochi problemi per tirare fuori il colore e perdendo i metadati delle foto),
insomma primo tentativo in assoluto con questa tecnica di acquisizione ed elaborazione.

Somma di due pose da 3 minuti della zona del Cigno e della Lira sopra casa mia e due dark.

L'inquinamento luminoso di Torino (ad una ventina di km in quella direzione) ingoia la Via Lattea appena percettibile...aspettando cieli più bui.
Software usato: Nebulosity 3, DeepSky Stacker, PS CS


mercoledì 29 maggio 2013

Startrails e...del 26/05/2013

Canon modificata alla perfezione da Stefano Seveso di Artesky, io curioso di provarla, scelgo la notte meno adatta tra le poche, terse e trasparenti, che questo maggio ci ha concesso. Poco tempo a disposizione, Luna illuminata al 95% (anche se ancora bassa ad est) e freddo invernale mi fanno optare per un veloce e casalingo startrails (la scia che le stelle disegnano sulla volta celeste per via della rotazione terrestre).
Canon sul cavalletto in giardino, obiettivo con focale corta innestato, il tutto collegato al notebook e controllato con Nebulosity2: immancabili le imprecazioni per settare il software correttamente visto che la versione 3 si rifiuta persino di riconoscermi la DSLR (ci riproverò con più calma).
Imposto 100 scatti da 45 secondi l'uno e mi rintano al calduccio, ci si rivede tra un'oretta e mezza. Il tempo passa e son curioso, torno in giardino ma ho subito due sorprese: la Canon è spenta (batteria scarica), impreco ma poi leggo che comunque ci sono 98 scatti; che botta di fortuna! No, la lente si è appannata per il freddo...rapida occhiata ai frames e scopro che di utili ne ho una cinquantina: me li farò bastare, ma reimpreco! Poi Startrails e PS fanno il resto.
Sulla sinistra sono anche ben visibili le scie di due Iridium Flares, verificati sulla carta sottostante
(da Voyager 5.1).

Ingrandimento degli Iridium Flares



Mappa stellare estratta da Voyager 5.1

martedì 16 aprile 2013

Saturn 15/04/2013

La serata comincia con un seeing pessimo, ma siamo in ballo e balliamo. Collimo su Arturo, alto a sud est, e mi rintano un'oretta in casa in cerca di un po' di relax  nell'attesa che Saturno si mostri.
Intorno alle 02:00 sono in postazione, il telescopio è in temperatura pronto al decollo, la Basler invece non c'è verso di farla correre col mio notebook ormai anzianotto.
Spero che per una volta il seeing mi sia almeno favorevole, non è così: lo valuto con un 6/10 della scala di Pickering e l'immagine bolle non poco anche se per brevissimi lascia intuire qualcosa di buono e allora si parte con la quadricromia. Il sud nella foto è posizionato in alto, acquisizione con Firecapture, stack dei frames con Autostakkert, wavelet con Registax, livelli con PS. Ecco il mio primo Saturno in attesa dell'opposizione del 28 aprile!

venerdì 8 giugno 2012

Venus transit, 06/06/2012



Ecco il mio transito della bella Venere sul Sole...nulla di sfruttabile dalla scienza o di definibile come HiRes ma comunque un gran bel ricordo per un evento che non rivedremo più. 
Sveglia alle 6:20 per cercare uno spicchio di giardino così benevolo da mostrarmi questo spettacolo che invece trovo all'angolo del balcone dove riesco a montare solo un cavalletto fotografico...vabbè mi scatto qualche souvenir e l'HiRes me lo godrò su internet...sveglio mia moglie (e con noi si alza anche Morgan), un po' osserviamo e un po' scattiamo foto...mentre Morgan è più incuriosito dai freschi odori che la notte lascia sul prato fino all'alba.
Astrosolar 5ND su Lumix a 300mm, ma ho dovuto croppare le immagini perchè erano troppo rumorose a formato intero (è pur sempre una compatta) su cavalletto fotografico.

domenica 27 maggio 2012

Mars, 31 marzo 2012



Durante la lezione di astrofotografia planetaria col gruppo Hubble, mi è tornata per le mani una tricromia di Marte con luminanza in IRpass di fine marzo.
Ricordo solo che fu unna serata con seeing implacabilmente mediocre, mi aveva portato a premere quel pulsantino REC più per puro esercizio nella ripresa coi filtri IR RGB, arte per me ancora oscura, che per trovar soddisfazione.
Di quella sera ricordo solo che, a causa della turbolenza atmosferica, faticai persino a collimare (ed ancora ho qualche dubbio in merito alla precisione con cui lo feci) ed elaborando i video dei canali  G e B mi stupisco di aver trovato un fuoco sufficiente a tirare fuori questa "pallina".


Da un C9,25 ci si aspetta molto di più, ma come prima ripresa in LRGB su un pianeta serio (Urano non aveva dettagli da risolvere), come mia primissima ripresa di Marte e considerate le condizioni atmosferiche posso dire che...ogni scarrafone è bello a mamma sua e a me, questo mio, dà una sottile soddisfazione.

mercoledì 3 agosto 2011

Uranus, 03 agosto 2011

Partiamo dall'inizio:
serata serenissima (finalmente, in Piemonte è ormai più unica che rara), decido di montare per fare anch'io la mia brutta figura con i "Giovi" eccezionali di Marco Guidi &co.
Intorno alle 00:00 capisco che le zanzare hanno deciso di organizzare il porceddu arrosto (non ci sono più i pipistrelli di una volta) e che il porceddu sono io nonostante la maglia a maniche lunghe, e non sia ancora arrosto.
Così tra una veloce sbirciata a M15, Albireo e altre amenità passo a settare un po' il tele (ormai acclimatato) per la ripresa; tra una ruota portafiltri, una barlow, una web e il prurito del banchetto omogeneamente diffuso su tutto il mio corpo (nocche delle dita comprese) alzo gli occhi al cielo e noto che comincia a farsi lattiginoso...parte la litania delle imprecazioni.
Sono le 02:00 e tra un acciderbolina e un pofferbacco faccio appena in tempo a vedere Giove nascondersi dietro le nuvole, ormai diffuse ovunque.
Per dare un simil-senso alla nottata decido di puntare l'unico angolo di cielo ancora sgombro (seppur già poco trasparente) che mi presenta un Urano flebile, basso, e posizionato sulle luci di Torino: ottimo, praticamente la situazione incubo di ogni astrofilo!!!
Non ho mai fatto ed elaborato una ripresa RGB, cosa c'è di meglio che tribolare coi filtri per ottenere un risultato scarso???
Quindi attacco il terzo gigante del nostro Sistema Solare, reso piccolo da una distanza da noi pari a 19,46 UA (quasi 3 miliardi di km!!!),  ed ottengo una palla di neve blu...una gran bella esperienza.
Smonto e vado a dormire, tanto ormai è tutto nuvolo!
La prima elaborazione è una un punto nemmeno troppo realistico come colore ed assolutamente rumoroso, ma  come già detto è la prima volta che uso i filtri RGB e che li elaboro, così decido per una secondo tentativo cambiando qualche parametro.
Utilizzo Registax6 per i allineare i 3 canali, sommo 600 frames per colore e, ottenuti i Fits, li allineo sempre con Registax ma la ver5.1 (la ver.6, non so per quale arcano motivo, mi rende un semaforo invece di un pianeta), il risulato però mi sorprende tanto da farmi osare pure un resize del 200%, che regge decisamente bene.
Come primo tentativo posso dirmi soddisfattissimo, alla prossima...meteo piemontese permettendo!

sabato 28 maggio 2011

Il Sole, 28 maggio 2011.

Monocromatica
Colori

               


















Finalmente riesco a mettere le mani su un Lunt 60mm BF1200 di focale 500mm generosamente prestatomi dal Circolo Astrofili Pinerolese Polaris di cui faccio parte; questo "strumentino" si presenta bene nella sua valigetta metallica, massiccio nella meccanica e non mi resta che montarlo sul mio C9,25 con l'attacco fotografico.
Il Sole è alto, fa caldo ed il seeing non è il massimo...tira anche una leggerissima brezza ma il tempo per le sessioni osservative e/o fotografiche è scarso e la voglia molta, così non demordo.
Provo subito a dare una sbirciata e, dopo aver aggiunto una piccola prolunga  i dettagli (seppur non molto evidenti come nei giorni passati) vengono egregiamente risolti, il che accresce la mia fame di immagini.
Parto associandogli la Basler 640 mono, con barlow 2x (anche se in realtà è tirata un poco di più),  punto dritto ad un paio di brillamenti ed una bella protuberanzea scaricando una raffica di filmati con diversi settaggi (la Basler è un gioiellino ma la mancanza di un software d'acquisizione dedicato la rende "nervosa" più di un cavallo ombroso). Ma i dettagli degni di ripresa oggi non sono molti così decido di provare a risolvere un'immagine che rendesse il disco solare intero; per far ciò uso il sensore più grande della PointGrey a fuoco diretto e riprendo la nostra stella dividendola in due emisferi che andrò poi ad unire successivamente con un mosaico (quello in alto).
L'immagine al monitor è straordinariamente nitida, per cui non ho difficoltà a raggiungere un fuoco perfetto ed ..AAAAZIONE... l'elaborazione successiva confermerà la bontà delle riprese e della strumentazione utilizzata; soddisfatto smonto, rientro e mi metto a giocare con i frames ed i software di elaborazione dei singoli fotogrammi, dopo un pomeriggio davvero interessante e divertente...molto divertente!
 
Colorata con PS
Monocromatica






Macchia solare colorata con PS
Monocromatica
Foto AAPOD del 15 giugno 2011
L' AAPOD in versione colorata







domenica 13 febbraio 2011

Vallis Alpes e Montes Alpes

Come promesso ecco l'elaborazione della ripresa della Vallis Alpes, una valle lunare di circa 160 Km di lunghezza ed un massimo di una ventina di Km di larghezza nella sua parte centrale.

La foto mostra anche la frattura centrale che percorre la il fondovalle, i Montes Alpes che proseguono verso sud e il cratere Cassini (tagliato in basso) ed il cratere Egede (a destra) che, coperto dalla lava, emerge dal letto meridionale del Mare Frigoris per soli 400 mt.

Per il report della serata osservativa vi rimando al post precedente:clicca qui per il report del 10/02/2011




L'immagine qui a destra invece, è un mosaico di due foto che mostra anche la regione a sud dei Montes con il cratere Cassini in tutta la sua interezza e, sul bordo in basso a sinistra, il cratere Aristillus.
L'elaborazione non è perfetta...ma è il mio primo mosaico ;)

sabato 12 febbraio 2011

Albategnius

Ieri sera finalmente sono riuscito a conciliare i miei impegni (e la mia pigrizia!) ad una notte serena, seppur velatamente lattiginosa ed inquinata dallo smog, accumulatosi in questi giorni di alta pressione, e la luce che riflette.
Giusto nel pomeriggio il corriere mi ha consegnato l'ultimo gioiellino, regalo di Manu, per il mio non troppo prossimo compleanno: una barlow  Baader Zeiss Abbe, costosa ma considerata (col senno di poi aggiungo: giustamente!) il top che un astroimager, dedito all'alta risoluzione, possa desiderare per le proprie riprese.
Comincio a montare la strumentazione già nel pomeriggio: voglio che tutto sia pronto già nel dopo cena e soprattutto che il boiler da 9,25" sia acclimatato a sufficienza.
Cala il buio ed ovviamente, come spesso capita a me :D, cominciano le difficoltà: cerco la Polare per lo stazionamento e la vedo a malapena a causa di una lieve foschia a nord con un campo da calcio illuminato a giorno per gli allenamenti. Punto dritto sulla Luna e mi accorgo che qualcosa non funziona: esce dal campo dell'oculare in men che non si dica, ben presto mi accorgo di aver clamorosamente mancato la Polare, ma ora quel fazzoletto di cielo è un pò più trasparente e riesco a rimediare in fretta.
Ritorno sulla Luna e il terminatore mi offre subito un cratere molto interessante, Albategnius: un circo di 136 Km di diametro circa, con pareti terrazzate alte poco più di 4 Km. La sua formazione risale al periodo Nectariano (da 3.92 miliardi di anni a 3.85 miliardi di anni fa) ed al suo interno si possono notare un picco centrale alto 1,5 Km, numerosi craterini da impatto e alcuni leggeri avvallamenti che lo attraversano, il tutto ben visibile solo con la luce radente del Sole del terminatore. A nord, sul piano, si possono osservare i crateri minori Albategnius C (il più piccolo - 6 Km di diametro) e B (20 Km di diametro) mentre Albategnius M (9 Km) giace sul bordo.
Il cratere Klein (46 Km di diametro e 1,5 Km di profondità) invece interrompe il terazzamento a sud-ovest ed offre anch'esso un picco centrale più alcuni crateri minori.
I filmati mi sembrano buoni (per il seeing modesto che mi ritrovo) e allora vago ancora un pò in cerca di nuovi soggetti; trovo la Vallis Alpes, che due riprese se le merita sempre, e mi metto alla ricera della sua frattura centrale...il seeing è però ancora impietoso ed i video salvati li devo ancora elaborare per vedere se riesco a ricavare qualcosa di decente da presentarvi.
La serata si fa umida ed io sono sveglio dalle 05:00 di mattino, mi sarebbe piaciuto attendere il Signore con gli anelli, Saturno, ma è troppo mattiniero (e sorgerà sempre prima nei prossimi giorni offrendosi ad orari più a misura d'uomo) e la stanchezza ha il sopravvento...smonto e vado a nanna...ma sono molto molto soddisfatto!

venerdì 21 gennaio 2011

Guarda che Luna...con un 80mm!!!

La sera del 17 gennaio, uscito in giardino per la consueta passeggiata con Morgan, alzo gli occhi al cielo e rimango rapito da questo nostro satellite, la Luna, troppo spesso ingorato, quasi dato per scontato nella sua millenaria rotazione attorno al nostro pianeta. Invece la Luna è un soggetto bellissimo da riprendere, ma ancor più da osservare nei suoi giochi di luci ed ombre, di valli e montagne, crateri craterini e picchi, chiari-scuri e domi...se ti affascina da circa 380mila km di distanza, quando la sorvoli nella lente di un oculare ad alti ingrandimenti non puoi che rimanerne rapito. Ma a questa mia meraviglia si univa la curiosità  per il gioiellino natalizio, il rifrattore Apo di Tecnosky da 80mm...però la sveglia era tiranna, ore 05:00, che fare? Prendo al volo il cavalletto fotografico, la DMK col notebook e il piccolino...in un attimo sono sulla Luna che sfugge (il cavalletto non è ovviamente motorizzato), ma è splendida! Decido di provare a fare un paio di riprese, non so se saranno buone; le vibrazioni sono tante ed è difficile impostare parametri, mettere a fuoco e inseguire a mano contemporaneamente. Ci siamo! Clicco sul punto rosso con la scritta REC e salvo un paio di sequenze da un migliaio di frames, giusto per saziare la mia astinenza da HiRes e per la sola curiosità di vedere che accade con mezzi non propriamente adatti  all'alta risoluzione...ma il campo è largo e ammette piccoli peccati come un leggero mosso. Rientro, e sono contento come se fossero il filmati migliori del mondo (non lo sono!) ma la foto che tiro fuori dopo l'elaborazione con AviStack non è per nulla da buttare.
A volte tentare, paga...e il rifrattorino promette grande soddisfazioni! Tutti a nanna...



giovedì 2 settembre 2010

Una notte limpida, un seeing pessimo, una doppia bellissima.


Nottata fredda e umida quella del 31 agosto, il tubone non riesce ad acclimatarsi tanto lo sbalzo termico abbassa la temperatura.
 Mi sarebbe piaciuto esercitarmi un po' in HiRes sul gigante Giove, ormai prossimo all'opposizione, e più tardi sulla Luna che lo segue di un'oretta lungo l'eclittica,  ma i dischi di Airy erano impietosamente espliciti sul monitor del PC: la collimazione è impossibile, inutile fare alta risoluzione!
Decido così di fare un breve giretto per non andare a letto a mani vuote, e dopo un'occhiata ad M13 in Ercole e ad M57 nella Lira, mi sparo un filmatino su Albireo (β Cygni)...tanto per non dover riporre tutte le pive nel sacco. Purtroppo l'immagine è in B/N, per cui gran parte del suo fascino bicolore viene sacrificato; infatti Albireo è, in realtà, una stella doppia tra le più belle nel cielo boreale proprio per il contrasto cromatico delle sue due componenti e la facilità di separazione.
La stella Albireo A è la più brillante delle due (circa 3,1 di mag. apparente) ed è una gigante gialla di classe K3 con un raggio 50 volte quello solare, una massa 5 volte quella del Sole ma con temperatura inferiore (circa 4400° Kelvin). La sua luminosità è 950 volte quella della nostra stella.
La sua compagna, Albireo B, è invece una stella nana di classe B8 con un alta velocità orbitale (completa un giro su se stessa in 0,6 giorni terrestri). Di colore blu, ha una temperatura elevata di circa 12000° K (quasi il doppio del nostro Sole), una massa 3,3 volte quella solare e una luminosità pari a 190 volte quella del nostro Sole.
Albireo A è a sua volta una binaria spettroscopica, cioè ha una compagna chiamata Albireo C, di classe B9 e quindi molto molto simile ad Albireo B, talmente vicina (circa 40 UA) da non poter essere risolta con un telescopio.
Manco a dirlo β Cygni è la mia doppia preferita; in visuale il contrasto cromatico della gialla Albireo A con il blu della compagna B è uno spettacolo imperdibile.
Metto le pive nel sacco, ripongo quest'immagine bellissima nel cuore e smonto tutto...in attesa di notti migliori!

domenica 6 giugno 2010

Fiano (To), 04/06/2010: NOAA 11076

Dopo un lungo, fin troppo lungo, periodo di inattività astronomica eccomi a rimontare il C9,25.
Mattinata calda, soleggiata e tersa quella di venerdì 04 giugno, esco in giardino e decido di partire...monto sul C9,25...direzione Sole!
Ho il filtro della Thousand Oaks da provare (mi è arrivato da mesi ormai) e non vedo l'ora di buttarci dentro l'occhio e perchè no una web per portare a casa un bel souvenir.
Il Sole mi attende con ben visibili un grosso gruppo di macchie solari (NOAA 11076, nella foto) ed una coppia di macchie più piccole spostate verso la parte più centrale del disco; il seeing non è eccezionale ma d'altronde sono circa le 14:15, l'aria è caldissima ma la soddisfazione me ne fa dimenticare.
;)
Le riprese sono state eseguite con il C9,25@F10 (schermato con filtro Thousand Oaks) e DMK ir-cuted.